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La magia del fiume di notte

Se non hai mai fatto una notturna al fiume è ora di provare! Fidati, non lo dimenticherai!



Forse vi sembrerà da pazzi (e magari lo è) ma fare il bagno di notte è una sensazione incredibilmente unica. E bellissima.


La prima volta, che ricordo come fosse adesso, ho imparato tre cose: il fiume canta, le stelle sono sempre più di quelle che immaginiamo, l’acqua di notte assomiglia al petrolio.


Sì, perché nuoti dentro uno specchio nero che luccica, fluido, più denso della stessa acqua al mattino. Mani e piedi spariscono appena si immergono, risucchiati dall’oscurità del fondale. Il gorgoglio dell’acqua è più nitido, scandito da canti di rane e rospi in concerto.


Il freddo ti entra addosso, e ti lascia senza fiato, ma se ti muovi riesci a scaldarti ed è allora che il tuo corpo viene pervaso da una strana energia. Che ti scorre dentro e ti inebria.


Il buio ti acceca ma accende le altre percezioni: capti i suoni lontani del bosco, senti il sapore di ogni respiro, l’odore dell’acqua notturna. E tremi sotto i passi dei brividi che corrono lunga la schiena.


Ogni cosa è più forte. Anche i pensieri. Il tempo si allarga, come scandito dal battito del cuore di un albero. E anche se tutto si muove, il buio è immobile. Lì lo sai. Che sei vivo. Immenso. Un minuscolo puntino che brilla.


E diventi parte di ciò che hai attorno. Nessuno si accorge di te, neanche chi abita la foresta: il fiume ti protegge e ti nasconde. E ti culla tra le stelle che luccicano leggere, in quel cielo che ti osserva.




La prima volta in notturna

La prima volta che sono andata al fiume di notte mi ha portato il Cava, anni fa. Siamo scesi guidati dalla fiamma della sua lanterna ai Gorgoni di Bocconi, tra Portico di Romagna e San Benedetto in Alpe, e lì ho capito che non avrei mai più potuto farne a meno: di passare la notte al fiume, con solo il sacco a pelo, stesi sulla roccia con la faccia all’insù. A chiacchierare delle mille vite passate insieme ad esplorare altri mondi, vite di cui non ci ricordiamo ma che siamo certi siano esistite.


L'amicizia è così: senza tempo. Immortale.

Se hai un vero amico in questa vita, stai certo che lo rincontrerai anche nella prossima!


Lì su quei massi caldi sembra di essere dentro un grande telescopio: da una parte è la pietra che ti abbraccia, altissima e frastagliata, dall’altra chiudono il cerchio le sagome degli alberi, chiome maestose che somigliano a dita intrecciate. E in mezzo ci sei tu.

A guardare l’universo, e diventarne un pezzettino.



Ora quello che sto per scrivere forse dimostra la mia completa pazzia ma ve lo confesso. Quella sera, seduti davanti al rumore della cascata, io ho sentito cantare. Sì. Voci di donne e bambini portate dal fiume. Non vi dico la faccia del Cava quando gli ho chiesto: ma chi è che sta cantando?!


Io le sentivo e se devo essere sincera le sento ogni volta, quelle voci che diventano sempre più melodie di festa, di allegria mischiate a bisbigli dolci e gentili, chiacchiere e segreti. Laggiù, che risalgono la corrente e arrivavano a me.


Oggi mi dico che è la voce del Fiume, che nient’altro può essere che tante voci insieme. Di chi l’ha vissuto, fatto l’amore, nuotato, di chi ci ha cantato felice davanti.


E quando vado a trovarlo, è come un amico, che mi racconta ogni notte la sua storia con una canzone.



Ps. se non torno è perché mi hanno rinchiuso! 😂